Tutti vedono i piloti ricoperti di fango, ma pochi sanno cosa c'è dietro le quinte della gara che rappresenta le Olimpiadi assolute di questa disciplina: la FIM International Six Days of Enduro (ISDE). La gara regina è ha preso forma attraverso la potenza del GDM di WHIP
Six Days di Enduro: I segreti del percorso.
Dietro a un evento di questa portata, prima ancora che i motori si accendano, c'è un lavoro immenso, silenzioso e cruciale: la pianificazione del percorso. Tracciare una gara di Enduro mondiale non significa solo unire due punti su una mappa, ma far combaciare la tecnicità sportiva con una vera e propria giungla di vincoli ambientali e burocratici.
Oggi vi portiamo dietro le quinte di questo processo, attraverso la testimonianza diretta di un nostro utente: Marco, geometra, topografo e colonna portante del Moto Club Costa Volpino. Dal 2010 a oggi, Marco ha firmato i percorsi delle gare più iconiche della Bergamasca, fino ad arrivare alla progettazione dell'attesissima Six Days 2025.
E indovinate quale strumento utilizza per la sua progettazione topografica? Il GDM di WHIP.

Dalle valli Bergamasche alla Six Days: una vita per l'Off-Road
"Il fuoristrada è geneticamente parte di me", ci racconta Marco. Bergamasco di nascita, è cresciuto ammirando i piloti inerpicarsi sulle montagne dietro casa negli anni '80 e '90. Dai primi giri sul Fifty, fino ai rally africani e a una splendida BMW G/S 80 del 1984, l'off-road è sempre stato il filo conduttore della sua vita.
La svolta "organizzativa" arriva tra il 2009 e il 2014. Durante il suo incarico come assessore al Comune di Lovere, Marco si trova a collaborare con il Motoclub Bergamo per portare sul territorio la 41ª Valli Bergamasche (Mondiale Enduro 2010).
È qui che la passione per le moto e la sua professione di geometra si fondono. Ottenere le autorizzazioni per una gara mondiale richiede uno studio cartografico millimetrico: bisogna individuare parchi, aree protette e vincoli territoriali. Grazie alla sua esperienza topografica, riesce a sbrogliare una matassa burocratica infinita, contribuendo al successo di un evento rimasto nella storia. Da quel giorno, il passo è stato breve: Marco ha seguito quasi tutta la pianificazione delle gare più importanti del territorio, portando la sua esperienza, insieme al Moto Club Costa Volpino, fino ai tavoli tecnici per la Six Days 2025.
La sfida: quando lo Sport incontra la Burocrazia
Molti motociclisti usano i sistemi di navigazione per scoprire nuovi sentieri. Ma per un tracciatore esperto che gioca in casa, la mappa mentale esiste già: conosce a memoria ogni pietra della sua zona. La vera sfida è un'altra: dimostrare agli enti territoriali che il percorso è sicuro, autorizzabile e rispettoso dell'ambiente.
Per fare questo serve uno strumento che non sia solo un navigatore, ma un vero e proprio software di progettazione. Ed è qui che entra in gioco il Route Planner GDM di WHIP LIVE.
Come utilizzare WHIP GDM per tracciare una gara Mondiale
Nella sua testimonianza, Marco ci ha svelato il suo "flusso di lavoro" tecnico. Ecco come il GDM di WHIP viene impiegato per progettare eventi come la Six Days:

La prima bozza sul GDM
Il lavoro inizia dal computer. Utilizzando il GDM, Marco disegna il percorso dal punto A al punto B. La precisione della mappa e la possibilità di gestire facilmente i Waypoint permettono di calibrare ogni singolo tratto, verificando che la traccia coincida perfettamente con i percorsi da far affrontare ai piloti.
Esportazione ed elaborazione GIS/CAD
Una volta definita la traccia, il sistema permette di esportare il file GPX del percorso. Questo file è il cuore del progetto: Marco lo converte e lo importa sui portali cartografici istituzionali (come il Geoportale della Regione Lombardia) e all'interno dei suoi software CAD.
Il risultato? Un'analisi tecnica in tempo reale che sovrappone la traccia sportiva alle mappe dei vincoli ambientali, generando gli elaborati tecnici necessari per richiedere le autorizzazioni.
Modelli 3D per le Istituzioni
Per far comprendere esattamente l'impatto e il transito della manifestazione a sindaci e commissioni, i dati vengono utilizzati per creare immagini e render in 3D (tramite Google Earth). Mostrare il percorso con un'altimetria chiara e realistica fa la differenza durante i tavoli tecnici per rassicurare gli enti interessati.
Il collaudo in sella
L'ultimo step è quello che Marco definisce "il divertimento". Generato il GPX definitivo e sistemate le scartoffie, si carica la traccia, si accende la moto e si va a percorrere tutto il tracciato per verificare sul campo che tutto sia perfetto.
